Partecipare: per prendersi cura del bene comune

Nell’ambito del corso di formazione “Mi prendo cura di te. La dimensione sociale della fede”, promosso dalla Facoltà Teologica Pugliese e tenutosi lo scorso 24 maggio, hanno avuto luogo diversi laboratori tematici, tra cui uno dedicato alla partecipazione alla vita democratica, condotto dal professor Lacerenza in collaborazione con la Commissione Regionale di Pastorale Sociale. Un tema che ha suscitato un rinnovato interesse, anche alla luce delle recenti Settimane Sociali dei Cattolici in Italia.

Obiettivo del laboratorio comprendere, attraverso il dialogo e il confronto tra esperienze diocesane differenti, a che punto sia il cammino verso la corresponsabilità ecclesiale nella costruzione del bene comune. Suddivisi in gruppi, valorizzando la varietà dei vissuti e dei livelli di impegno ecclesiale, i partecipanti hanno dato vita a riflessioni articolate, capaci di far emergere tanto le potenzialità che le fragilità delle comunità.

Tra i punti di contatto, è emerso il riconoscimento della necessità di rafforzare la collaborazione tra laici e sacerdoti, nell’ottica di un’autentica corresponsabilità e nella consapevolezza che i presbiteri, pur nel loro ruolo specifico, sono chiamati a condividere la responsabilità pastorale, superando visioni più rigide, che non possono appartenere a una Chiesa desiderosa di camminare al passo coi tempi.

Al contempo, è stata sottolineata l’urgenza di valorizzare le risorse già presenti sui territori.

In questo senso, il Progetto Policoro è stato citato come esempio virtuoso di pastorale integrata: un’esperienza ormai trentennale capace di coniugare annuncio, formazione e promozione umana, grazie anche alla figura centrale delle animatrici e degli animatori di comunità, formati per operare all’incrocio tra Chiesa e società. Un paradigma concreto di come sia possibile costruire reti di solidarietà e partecipazione, a partire da una fede vissuta nella sua forma comunitaria.

Non meno significativa è stata la riflessione iniziale, innescata dal caso del Comune di Monte Sant’Angelo, che, uscito da un periodo di grave difficoltà, ha saputo ricostruire un tessuto civico vitale grazie all’apertura e alla lungimiranza dell’amministrazione locale, ma soprattutto grazie a un rinnovato senso di corresponsabilità da parte dei cittadini. Un esempio emblematico di come la partecipazione “dal basso” possa tradursi in processi reali di rigenerazione sociale.

Il laboratorio ha offerto non soltanto uno spazio di confronto, ma anche uno stimolo concreto a ripensare il ruolo delle comunità ecclesiali come luoghi generatori di cittadinanza attiva.  In un tempo in cui la partecipazione sembra essersi progressivamente affievolita, questi percorsi di riflessione e condivisione aiutano a riscoprire la vocazione della Chiesa a essere, nella storia, comunità che si prende cura.

Rosalba Cucci

Animatrice di Comunità del Progetto Policoro

Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni

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