
Con questa bella suggestione si è aperta la III Giornata di Studio di Teologia morale dal tema “Mi prendo cura di te. Formazione alla carità sociale e ministerialità della soglia”, vissuta presso l’Istituto “Regina Apuliae” di Molfetta lo scorso sabato 24 maggio 2025. Davvero interessanti si sono rivelate le due relazioni mattutine tenute dalla prof.ssa Luigina Mortari dal titolo “Esserci con cura: relazioni improntate alla responsabilità” e dal prof. don Bruno Bignami “Una comunità cristiana sulla soglia: prospettive teologiche ed etiche della carità sociale”. Particolarmente illuminante l’intervento della prof.ssa Mortari, la quale ha sottolineato come la nostra “incompiutezza” sia un carattere fondamentale, ma prezioso, del nostro essere “uomini e donne” e che, pertanto, risulta quanto mai essenziale imparare la pratica della “cura”, attraverso la quale ci si assume il compito di “dare forma alla vita”, costruendo legami autentici e significativi caratterizzati da virtù quali il rispetto, la delicatezza, la compassione, la generosità; consapevoli che negli occhi degli altri risplendono le nostre stesse fragilità e vulnerabilità.
Incoraggiante anche la risposta data dal prof. Bignami alla grande domanda “ciò per cui ci si spende finisce o resta?”… Partendo dalla Persona e dai Gesti di cura di Gesù, egli ci ha ricordato che “I segni della cura sono sempre eternizzanti… nulla va perduto…”; che “Il vero culto è nell’incontro con l’altro, nell’incrocio degli sguardi, nelle Relazioni”; ancora che “Il luogo della soglia dal quale siamo chiamati a ripartire è il “volto del povero”, accogliendo così la vera sfida della “fraternità”.
Nel pomeriggio, poi, si sono tenuti 3 laboratori per gruppi (Modulo A, B, C), il terzo dei quali – coordinato dal Prof. Giorgio Nacci in collaborazione con la Commissione Regionale Migrantes – si è soffermato, in particolare, sulla questione “Giovani stranieri in transito”, strutturandosi in tre step: “Parla la vita, In ascolto di una storia, Esercizi di discernimento”. Commovente l’ascolto della video-testimonianza di un giovane migrante protagonista di “passaggi” complessi e desideroso di “senso”, a cui è seguita la presentazione, per certi versi drammatica, dei dati sociologici e antropologici sul fenomeno migratorio in Puglia. Molto bella e coinvolgente, sebbene ristretta nei tempi, l’attività successiva proposta, consistente nel ricomporre una graphic novel al fine di ricostruire la storia del giovane migrante, e nel confronto su alcune domande (circa resistenze, strategie, risorse) finalizzato a trovare risposte quanto più concrete ed efficaci di aiuto. La narrazione, a questo punto, come spesso accade nella realtà, ci ha posti dinanzi sia alla fatica dell’ascolto paziente dell’altro – e dello Spirito – sia alla complessità del “fare discernimento” (“arte” rispetto alla quale siamo poco allenati) al fine di operare delle “scelte di bene”, nel caso specifico, per il protagonista della storia, rispetto al quale siamo stati chiamati a prenderci carico e “cura” per provare a restituirgli un po’ di dignità e di vita…
Cosa dire? Alla fine di questo laboratorio e giornata ho avvertito più chiaramente il mio senso di incompiutezza e più fortemente la mia “sete” di Spirito, Fraternità, Pensare e Pastorale incarnata nella storia… E se anche, talvolta, la grande domanda mi mette in crisi… prego che l’unica resa possibile sia sempre quella all’Amore e al soffio dello Spirito…
Maria Nicola Pugliese

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